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                                            Chiesa Collegio 

La chiesa è intitolata alla Immacolata Concezione, anche se nota come “Chiesa del Collegio”, in ricordo dell’appartenenza ai Gesuiti. L’Ordine giunse a Iglesias su invito della cittadinanza che si tassò per offrire una rendita annua di 600 lire, promettendo una casa con chiesa annessa. Nel 1579 l’architetto gesuita Giovanni Maria Bernardoni descrive a padre Mercuriano, generale dell’Ordine, il risultato del suo sopralluogo nella città: “Il loco dove si ha da fare il collegio è il più bello di tutta la città, dove ci è un belisimo giardino: el sitio di quello loco è mediocremente grande, si che si po fare la chiesa assai capace et abitazione per 30 comodisimamente”.
Sono noti tre progetti, pubblicati da Renata Serra, pienamente conformi agli ideali di sobrietà e sintesi della Compagnia di Gesù. Nei due disegni conservati nella Biblioteca Nazionale di Parigi si ha una prima proposta di edificio con pianta a croce, cupola all’intersezione del transetto e aula unica con due cappelle per lato.

L’altro dell’Archivum Romanorum Societatis Jesu, datato 1693 e corrispondente alla planimetria attuale, rielabora in chiave rinascimentale l’impostazione degli edifici della tradizione gotico-catalana: un’ampia navata con tre cappelle per lato, che con la loro altezza contribuiscono a conferire unitarietà e slancio all’intera struttura. Simbolo della Trinità, le cappelle dal punto di vista strutturale sono in sintonia col presbiterio. La copertura è una volta a botte introdotta da arco a tutto sesto ornato a lacunari ed, in entrambi i casi, gradini colmano il dislivello con l’aula che si presenta più bassa.
L’edificio doveva soddisfare due esigenze funzionali: quella dei fedeli, risolta nell’unitarietà spaziale della navata, e quella del clero cui era necessaria una comunicazione rapida fra l’edificio e l’attiguo collegio. Tale fu la funzione del coro e del matroneo. Caratteristica predominante di questo unico esempio iglesiente di architettura controriformata è la perfetta corrispondenza fra interno ed esterno: il raffinato e luminoso equilibrio dell’aula è intuibile già dalla facciata. Di estrema semplicità, è giocata sul contrasto tra l’intonaco bianco e il rosso della vulcanite con cui sono realizzate le lesene e le cornici che inquadrano il portale in ligneo. La bicromia continua nel timpano spezzato che riecheggia la linea curva della parte terminale del tetto dalla peculiare foggia a “cappello di carabiniere”. Nel centro del timpano, in asse con la finestra, domina lo stemma della Compagnia di Gesù.